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NAVIGA A RIVOLIIl calcare: il nemico numero uno della tua caldaia. Se vivi in una zona con acqua “dura”, sai di cosa parliamo: incrostazioni che intasano lo scambiatore, cali di rendimento, guasti improvvisi e, soprattutto, bollette del gas che lievitano senza un perché. Il mercato offre tante soluzioni anticalcare – addolcitori, filtri magnetici, dosatori – e orientarsi può essere fonte di grande confusione.
Ma se l’obiettivo è proteggere in modo mirato, efficace e a norma di legge la tua nuova caldaia a condensazione, la scelta migliore è una: il dosatore di polifosfati. In questa guida completa, Luciano Baiunco di Idrocostruzioni ti spiega cos’è, come funziona, perché è obbligatorio e come si confronta con le altre tecnologie, per un acquisto consapevole che ti farà risparmiare tempo e denaro.
Prima di parlare della soluzione, inquadriamo il problema. L’acqua ricca di calcio e magnesio, quando viene scaldata, crea depositi di calcare che, come il colesterolo nelle arterie, ostruiscono le tubazioni e, soprattutto, lo scambiatore della caldaia. Le conseguenze sono:
Danni Tecnici: Surriscaldamento, rottura di componenti e guasti costosi.
Costi in Bolletta: Un solo millimetro di calcare sullo scambiatore può aumentare i consumi di gas fino al 10%.
Obbligo Normativo: Per proteggere gli apparecchi di nuova generazione, la legge (DPR 74/2013 e norma UNI 8065) ha reso obbligatoria l’installazione di un sistema di trattamento dell’acqua sull’alimentazione di ogni nuova caldaia o scaldabagno. Il dosatore di polifosfati è la soluzione più comunemente adottata per adempiere a questo obbligo.
Molti si chiedono come un piccolo dispositivo possa risolvere un problema così grande. Il suo funzionamento è tanto semplice quanto geniale.
Possiamo pensare al dosatore di polifosfati come a un integratore di vitamine per il tuo impianto. Così come noi prendiamo un integratore per proteggere il nostro corpo e prevenire problemi futuri, il dosatore aggiunge all’acqua una piccola e controllata quantità di polifosfati alimentari, che la rendono più “sana” per le tubazioni, proteggendole dall’aggressione del calcare senza alterarne la potabilità sul circuito dell’acqua fredda.
Dal punto di vista chimico, il dosatore non elimina il calcare dall’acqua. Il suo compito è più furbo: i polifosfati che rilascia creano una pellicola protettiva invisibile attorno alle particelle di calcio e magnesio. Queste particelle “rivestite” non riescono più ad aggregarsi tra loro e a formare le incrostazioni, ma scivolano via con il flusso dell’acqua, rendendo il calcare inoffensivo per la caldaia.
Perché diciamo che il dosatore è la “scelta migliore”? Analizziamolo rispetto alle sue alternative.
L’Addolcitore: È un sistema eccellente, ma agisce su tutta l’acqua della casa. Scambia gli ioni di calcio e magnesio con ioni di sodio, eliminando il calcare alla radice. È la scelta ideale se vuoi acqua “dolce” in tutta l’abitazione, ma è spesso sovradimensionato, più costoso e complesso da mantenere se l’unico obiettivo è proteggere la caldaia.
Il Filtro Magnetico/Elettronico: Agisce creando un campo magnetico che previene l’aggregazione del calcare. È utile, ma la sua efficacia può variare molto a seconda della durezza e della portata dell’acqua. Spesso viene considerato più un complemento che una soluzione definitiva e non sempre è riconosciuto come sufficiente per adempiere all’obbligo di legge.
Una volta capita l’importanza del dosatore, la domanda successiva è: quale scegliere? I modelli in commercio si differenziano principalmente per il tipo di ricarica e, in alcuni casi, per la tecnologia di dosaggio. Analizziamoli nel dettaglio.
L’installazione è semplice, ma il segreto di un buon lavoro è pensare a chi dovrà fare la manutenzione. Un dosatore è installato a regola d’arte se è posizionato in un punto comodo, è “intercettabile” (con rubinetti per isolarlo senza chiudere l’acqua a tutta la casa) ed è facile da svitare per la ricarica, idealmente senza chiavi speciali.
Chiudi l’Acqua Correttamente: Chiudi il rubinetto dell’acqua fredda in ingresso alla caldaia o, se hai dubbi, il rubinetto generale dell’acqua.
Svuota la Pressione in Sicurezza: Apri un qualsiasi rubinetto dell’acqua calda. L’acqua uscirà per un po’ e poi si fermerà. Questo svuota la pressione e ti dà la certezza che l’acqua sia chiusa.
Svita il Bicchiere e Attenzione alla Guarnizione: Svita il bicchiere trasparente del dosatore. Fai molta attenzione alla guarnizione (anello di gomma nero): non perderla, perché senza di essa il dosatore perderà acqua. Controlla anche la posizione di eventuali ghiere interne per rimontarle correttamente.
Sostituisci la Ricarica: Togli la vecchia ricarica e pulisci l’interno del bicchiere.
Inserisci e Rimonta: Assicurati che la guarnizione sia pulita e in posizione, inserisci la nuova ricarica e riavvita il bicchiere stringendo bene a mano.
Riavvia e Controlla: Riapri molto lentamente il rubinetto dell’acqua. Lascia il rubinetto dell’acqua calda aperto finché il getto non torna normale. Chiudilo e controlla che non ci siano perdite dal dosatore.
Una ricarica dura in media dai 3 ai 6 mesi. Se si esaurisce prima, le cause sono quasi sempre un consumo di acqua calda molto alto o un’acqua particolarmente dura.
Quando si parla di aggiungere una sostanza all’acqua di casa, sorgono due dubbi legittimi: è nociva? E posso continuare a bere l’acqua del rubinetto? Facciamo chiarezza una volta per tutte.
La risposta è semplice: no, non sono nocivi. I prodotti utilizzati in questi dispositivi sono specifici polifosfati ad uso alimentare, conformi a rigide normative europee che ne regolamentano l’uso nel trattamento delle acque destinate al consumo umano. Sono gli stessi che, come additivi (es. E450-E452), si trovano comunemente in molti alimenti, come alcuni prosciutti cotti e insaccati. La loro funzione è puramente tecnologica (anticalcare e anticorrosiva) e la quantità rilasciata è minima e controllata.
Qui la risposta dipende da dove è installato il dosatore. Esistono due casi principali:
Caso 1: Impianto Autonomo (la situazione più comune) Nella maggior parte degli appartamenti, il dosatore viene installato esclusivamente sul tubo di ingresso dell’acqua fredda che alimenta la singola caldaia. Questo significa che l’acqua che esce dal rubinetto della cucina (fredda) non è trattata. La sua potabilità e il suo sapore rimangono assolutamente invariati e puoi continuare a berla in totale sicurezza.
Caso 2: Impianto Condominiale Centralizzato In alcuni condomini, per proteggere l’intera rete idrica, può essere installato un dosatore centralizzato a monte di tutto l’impianto. In questo scenario, anche l’acqua fredda viene trattata. Tuttavia, anche in questo caso, l’acqua rimane potabile secondo le normative, proprio perché i polifosfati utilizzati sono ad uso alimentare e dosati entro i limiti di legge.
Proteggere la caldaia dal calcare non è solo un obbligo di legge, ma un investimento intelligente che si ripaga da solo in termini di risparmio energetico e minori costi di manutenzione. Tra le varie soluzioni, il dosatore di polifosfati si conferma la scelta con il miglior rapporto costo/beneficio per la protezione mirata della tua caldaia, sia essa tradizionale, a condensazione o una futura caldaia a idrogeno. Ricorda che la sua presenza e la sua corretta manutenzione sono fondamentali anche ai fini della manutenzione obbligatoria della caldaia.
Hai un dubbio specifico sul dosatore più adatto a te o sulla manutenzione? Scrivi la tua domanda nei commenti qui sotto. Luciano Baiunco sarà felice di risponderti.
Il Consiglio di Idrocostruzioni: Se sei di Torino e dintorni e devi installare una nuova caldaia o un nuovo scaldabagno, chiamaci per una consulenza. Ci assicureremo che il tuo nuovo impianto sia protetto a norma di legge con il sistema di trattamento acqua più adatto alle tue esigenze.
Dal 2008
Traduco normative complesse in soluzioni semplici. Ti aiuto a risolvere problemi tecnici e legali sui tuoi impianti, per farti fare scelte sicure e consapevoli.

I contenitori hanno un tappo forato, alla sostituzione va tolto !!!! Una ricarica mi dura circa 20 giorni.
Buongiorno e grazie per aver scritto sul blog di Idrocostruzioni.
Per quanto riguarda il tappo forato della ricarica di polifosfati, dipende dal modello specifico: in genere va rimosso l’eventuale sigillo di protezione, mentre la membrana o il dischetto forato serve proprio a far passare l’acqua gradualmente. Ti consiglio di verificare sempre le istruzioni del produttore del tuo modello.
Per la durata di soli 20 giorni, è un tempo decisamente breve. Il consumo così rapido dei sali dipende da diversi fattori:
Qualità del dosatore: I dosatori di qualità (dosatori proporzionali) rilasciano il prodotto in modo regolato. Modelli meno efficienti rischiano di sciogliere il sale troppo velocemente.
Quantità di sale caricata: La durata varia in base alla capienza del bicchiere o alla dimensione della cartuccia.
Durezza dell’acqua e consumi: Più l’acqua è dura e maggiore è il volume d’acqua calda/fredda utilizzato in casa, più velocemente si consuma la ricarica.
Se i consumi restano così alti, potrebbe valere la pena far controllare il corretto funzionamento del dosatore.
Un cordiale saluto,
Luciano
Buongiorno Luciano, articolo molto interessante. Ho lo stesso dosatore della Cillit e l’ho avvitato penso molto bene e stringendolo molto bene nell’utlimo rabbocco, quasi a romperlo. Il dosatore non perdeva, il problema è che vado al lavoro è alla sera ho allagato casa e soffitto del vicino. Due domande:
1) Esiste un modo per evitare questo rabbocco di sali (non so o un sistema più semplice), visto che non è così semplice fare questo cambio, e non sono proprio alle prime armi.
2)In un utilizzo normale, appartamento di 100mq di due persone, ogni quanto tempo va fatto il rabbocco dei sali polifosfati?
Grazie se vorrai rispondere.
Buona giornata.
Buongiorno e grazie per aver scritto sul blog di Idrocostruzioni.
Mi dispiace molto per l’inconveniente che hai avuto. Purtroppo quanto descritto è una causa frequente di allagamento: stringere troppo la ghiera del dosatore di polifosfati è un errore comune ma pericoloso.
La tenuta del vaso è garantita dalla guarnizione (O-ring). Stringendo eccessivamente si rischia di deformare la guarnizione o creare micro-lesioni nella plastica che, sotto la pressione dell’acqua, cedono a distanza di ore. Il serraggio va fatto esclusivamente a mano, senza mai forzare.
Per rispondere alle tue domande:
Alternative al rabbocco di sali: I dosatori proporzionali a polifosfati richiedono sempre una ricarica periodica. Esistono modelli con ricariche in cartuccia liquida (più veloci e puliti da sostituire) oppure, se cerchi un sistema automatico e definitivo contro il calcare, si può valutare l’installazione di un addolcitore d’acqua domestico.
Frequenza del rabbocco: La durata dei sali dipende direttamente dalla quantità d’acqua utilizzata e dalla durezza dell’acqua. In un appartamento abitato da 2 persone, una carica dura mediamente dai 2 ai 4 mesi, ma il consumo varia in base all’uso quotidiano.
Un cordiale saluto,
Luciano