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L’installazione di una caldaia a condensazione con scarico fumi a parete è una soluzione molto comune, ma è soggetta a regole precise per garantire sicurezza, efficienza e una pacifica convivenza, specialmente in condominio. Comprendere la normativa UNI 7129 sulle distanze minime dello scarico fumi da balconi, finestre, angoli e altri elementi dell’edificio è fondamentale per evitare sanzioni e liti con i vicini. In questa guida completa, Luciano Baiunco di Idrocostruzioni risponde alle domande più frequenti sia di chi deve installare una caldaia, sia di chi vuole verificare la conformità dello scarico di un vicino.
Se devi installare una nuova caldaia a condensazione e prevedi uno scarico fumi a parete, ecco le risposte alle domande più importanti.
La normativa di riferimento è la UNI 7129. Per renderla comprensibile a tutti, abbiamo suddiviso le regole per punto critico, con esempi pratici e schemi grafici semplificati.
Distanza da Finestre e Aperture di Aerazione/Ventilazione La regola cambia a seconda che il terminale sia posizionato sopra, sotto o a lato di una finestra.
Esempio Pratico: Se installi lo scarico sotto una finestra, il terminale deve trovarsi ad almeno 1 metro di distanza dal punto più basso della finestra (davanzale). Se lo installi a lato, la distanza minima dal perimetro della finestra deve essere di almeno 40 cm.
Distanza da Balconi
Le distanze variano a seconda che lo scarico sia sopra o sotto il balcone.
Esempio Pratico: Se sopra il tuo scarico c’è un balcone, il terminale deve essere posizionato ad almeno 30 cm sotto la soletta del balcone stesso. Questa è una delle distanze più comuni da verificare.
Distanza da Angoli dell’Edificio
Esempio Pratico: Il terminale dello scarico fumi deve essere installato ad almeno 30 cm di distanza dall’angolo esterno dell’edificio per garantire una corretta dispersione dei fumi.
Distanza dal Terreno e da Piani di Calpestio
Esempio Pratico: Se lo scarico si affaccia su un marciapiede o un’area di passaggio pedonale, deve essere installato a un’altezza minima di 2,20 metri dal suolo, per evitare che i fumi possano essere respirati direttamente dai passanti.
Nota: Queste sono solo alcune delle principali distanze. Per i dettagli tecnici completi, si rimanda alla tabella ufficiale più avanti nell’articolo.
È fondamentale sapere che la regola generale in Italia prevede l’obbligo dello scarico dei fumi sopra il tetto dell’edificio. Lo scarico a parete è consentito solo in alcuni casi specifici, ovvero in deroga alla normativa principale. I casi più comuni in cui è permessa la deroga sono:
Sostituzione di una caldaia preesistente che già scaricava a parete.
Impossibilità tecnica asseverata da un professionista qualificato di realizzare uno scarico a tetto.
Installazione di caldaie a condensazione ad alta efficienza energetica.
Sì, è sempre consigliabile. Anche se la legge nazionale permette lo scarico a parete in deroga, il regolamento di condominio potrebbe vietarlo o imporre regole più restrittive. Inoltre, l’installazione non deve alterare il “decoro architettonico” della facciata. Discutere preventivamente l’intervento con l’amministratore e, se necessario, con l’assemblea è il modo migliore per evitare contestazioni.
Certo. La prima soluzione è sempre verificare la possibilità di realizzare uno scarico a tetto, magari utilizzando cavedi esistenti. Se questo è impossibile e lo scarico a parete crea problemi, si possono valutare tecnologie completamente diverse che eliminano del tutto lo scarico fumi, come le pompe di calore full electric. In alcuni casi, anche l’installazione di sistemi ibridi può offrire soluzioni più flessibili e accedere a specifici incentivi per il riscaldamento.
Se pensi che lo scarico fumi del tuo vicino non sia a norma o ti arrechi disturbo, ecco cosa devi sapere.
Puoi fare una prima verifica visiva basandoti sugli esempi e le distanze che abbiamo illustrato sopra. Misura (anche approssimativamente) la distanza del terminale di scarico dalle tue finestre, dal tuo balcone o da altri punti sensibili. Se le distanze sembrano inferiori a quelle previste dalla normativa UNI 7129, potresti avere motivo di approfondire.
Anche se le distanze fossero rispettate, potresti comunque subire un disturbo (odori, fumi, rumore). La legge (Art. 844 del Codice Civile) parla di “normale tollerabilità”: le immissioni non devono superare questa soglia, tenendo conto delle condizioni dei luoghi. È un concetto interpretabile che, in caso di conflitto, viene deciso da un giudice.
Dialogo e Amministratore: Il primo passo è sempre un dialogo con il vicino. Se non si trova una soluzione, coinvolgi l’amministratore di condominio.
Autorità Competenti: Puoi segnalare la presunta irregolarità all’ASL di competenza o alla Polizia Municipale/Locale, che possono effettuare un sopralluogo.
Azione Legale: Come ultima risorsa, puoi rivolgerti a un avvocato per una diffida formale.
In Idrocostruzioni, sappiamo che le situazioni condominiali sono le più delicate. Il nostro approccio è prima di tutto consulenziale:
Informiamo il cliente sulla problematica e sulla normativa, chiarendo che lo scarico a parete è una deroga.
Verifichiamo sempre se è possibile “intubare” una canna fumaria o un cavedio esistente, che è la prima soluzione da percorrere.
Se non è possibile, per chi ha tempo consigliamo di portare il tema in assemblea condominiale. La realizzazione di una nuova canna fumaria collettiva è spesso la soluzione più intelligente e definitiva per l’intero edificio.
Per i clienti che hanno urgenza (es. caldaia rotta), proponiamo l’installazione di uno scarico a parete a norma come soluzione funzionale, specificando che la soluzione ottimale a lungo termine resta quella collettiva.
Per gli installatori, i progettisti e gli utenti più esigenti, riportiamo di seguito lo schema e la tabella completa con tutte le distanze previste dalla normativa UNI 7129, come presenti nel nostro precedente articolo.
Il rispetto delle distanze per lo scarico fumi delle caldaie è un obbligo di legge fondamentale. Come abbiamo visto, la normativa è complessa, ma con la giusta guida è possibile trovare la soluzione corretta per ogni situazione. Nei prossimi articoli approfondiremo altre tematiche importanti, come le innovative caldaie a idrogeno, le caldaie elettriche, e risponderemo alla domanda: “La caldaia dentro casa è fuori norma?”.
Il Consiglio di Idrocostruzioni:
Se risiedi a Torino o in provincia e devi installare una nuova caldaia o verificare la conformità del tuo impianto, contatta Idrocostruzioni per una consulenza e un preventivo dettagliato. Ti guideremo verso la soluzione più sicura, efficiente e a norma di legge. Visita la nostra pagina dedicata alle caldaie a Torino.
Per i lettori che ci seguono da altre zone d’Italia, il nostro consiglio è di rivolgervi sempre a installatori qualificati e presenti sul proprio territorio. La conoscenza delle specificità locali e la capacità di fornire un’assistenza tempestiva sono cruciali per un lavoro a regola d’arte.
Dal 2008
Traduco normative complesse in soluzioni semplici. Ti aiuto a risolvere problemi tecnici e legali sui tuoi impianti, per farti fare scelte sicure e consapevoli.

Domanda, ho un caso pratico, tetto piano calpestabile adibito anche a solarium (ultimo piano ovviamente) e scarico fumi a parete sotto di esso. Normativamente va bene oppure bisogna fare un camino che in altezza superi il terrazzo, che misura approssimativamente?
La regola generale italiana prevede lo scarico dei fumi sopra il tetto, oltre il colmo o comunque ad altezza tale da garantire la dispersione, specialmente in aree frequentate come un solarium.Poi esistono le deroghe che trovi nell’ articolo dove si pùò scaricare a parete ma il tutto deve essere fatto senza creare disagi a terzi.
Salve. Il mio vicino ha montato una canna fumaria sulla facciata al confine, le case sono attaccate, e non avendo un’altezza adeguata i fumi entrano in mansarda e giù nel mio cortile.
In pratica, il tubo arriva a un terrazzo che confina col mio tetto. Ma si ferma a circa 1 mt pavimento e arriva sotto l’angolo del mio tetto. Non dovrebbe superarlo essendo al confine?
Il regolamento comunale non ha normative in merito tranne le solite sul rispetto della salute e disturbi vari.
Posso chiedere al vicino di alzare il tubo di 1mt?
Già prima dei lavori gli avevo detto di farlo sporgere al di sopra del mio tetto per evitare problemi.
Grazie a chi potrà dare una risposta tecnica corretta.
Cordiali saluti
Capisco il problema: i fumi non dovrebbero assolutamente entrare in casa sua.
Ha ragione, la canna fumaria del vicino è posizionata male.
La legge stabilisce due cose:
I fumi non devono creare un disturbo “intollerabile” (e i fumi in casa lo sono).
La regola generale è che lo scarico dei fumi debba avvenire sempre sopra il tetto dell’edificio, proprio per evitare questi problemi.
Quindi sì, lei ha tutto il diritto di chiedere la modifica. Anzi, la soluzione corretta non è solo alzarlo di 1 metro, ma farlo arrivare fin sopra il colmo del tetto, come prevedono le norme di installazione per non danneggiare i vicini.
Le consiglio di riparlare con il vicino e chiedere l’adeguamento completo dello scarico.
Buongiorno
Ho installato una caldaia a condensazione, ma da quando ho capito l’installatore non capisce un tubo di scarico fumi della caldaia a tetto e alla norma Uni 7129 , potrebbe mandarmi uno skizzo per fargli capire cosa deve fare.
Grazie
Capisco ma non posso inviare un disegno tecnico, ma il concetto base della norma UNI 7129 che il suo installatore deve seguire è questo:
Altezza Corretta: Il tubo sul tetto deve essere abbastanza alto da superare la “zona di reflusso”, cioè deve essere posizionato in modo che il vento non possa spingere i fumi verso il basso o dentro finestre vicine.
Posizione: L’altezza esatta richiesta dipende da due fattori: l’inclinazione del tetto e quanto il tubo è vicino al “colmo” (il punto più alto).
Distanze: Deve anche rispettare precise distanze minime da finestre, lucernari o prese d’aria.
L’installatore è tenuto a conoscere questi schemi e deve rilasciarle la Dichiarazione di Conformità, con cui certifica di aver rispettato questa normativa.
Buona sera , vorrei un informazione il mio condomine di giu ha una caldaia a metano ma il suo scarico a parete e a 4 ,5 metri dalla finestra del mio salotto è regolare? Grazie
sal ve stavo intubando una canna fumaria caldaia a gas a condensazione dentro una canna fumaria esistente di circa 6 mt ma non riesco ad intubare piu di 4 mt potrebbe essere sufficente grazie
Non va bene.
È buona norma (e requisito tecnico fondamentale per la sicurezza e la durabilità) intubare l’intero tratto della canna fumaria, dal raccordo con la caldaia fino all’uscita sul tetto.
Lasciare una parte del condotto non intubata (i restanti 2 metri nel suo caso) espone la struttura esistente al rischio di corrosione dovuto alla condensa acida e compromette la corretta evacuazione dei fumi. È necessario risolvere l’ostacolo e completare l’intubamento per l’intera lunghezza di 6 metri.
Buonasera, i miei genitori circa sette anni fa hanno sostituito la vecchia caldaia al piano terra con una a condensazione. Lo scarico dei fumi è stato porta sopra il tetto come vuole il regolamento. Questo tubo dei fumi di scarico che va oltre il tetto dista circa 20 cm dai balconi e i vicini che abitano al piano di sopra vogliono che venga spostato perché sostengono che non rispetta la distanza minima dal balcone. Mi può dire cortesemente se hanno ragione e se c’è una normativa che impone anche una distanza dal balcone ,nonostante, come detto prima, i fumi scaricano sopra al tetto? La ringrazio
Buongiorno Daniela,
aver portato lo scarico dei fumi fin sul tetto è la scelta corretta ed è assolutamente a norma. Tuttavia, i suoi vicini hanno quasi sicuramente ragione per quanto riguarda la posizione del tubo. Il problema in questo caso non sono i fumi, ma il passaggio fisico della canna fumaria troppo vicino alla loro proprietà. Il Codice Civile e i Regolamenti Comunali, infatti, impongono solitamente una distanza di rispetto che però non so indicarle. Un saluto
Buongiorno,
nell’appartamento accanto al mio è stata installata una caldaia a condensazione. Tale appartamento è ad un piano mezzanino inferiore al mio così che lo scarico della condensa viene a trovarsi all’altezza del parapetto del mio terrazzo. I vapori entrano nell’area del mio terrazzo così come percorrono il perimetro esterno del mio appartamento. I nostri appartamenti sono rispettivamente gli ultimi della palazzina, ognuno di noi è sotto tetto. Chiedo se sia a norma tale posizione manto o se posso chiedere al vicino di portare sopra il tetto lo scarico dei vapori visto che sopra ad entrambi c’è il tetto. Esiste una norma che posso citare? Grazie.
Sì, è molto probabile che lei possa chiederlo.
La validità dello scarico a parete si valuta su due livelli normativi che devono coesistere:
1. Obbligo Tecnico (La Regola Generale)
La regola primaria (D.Lgs. 102/2014) impone lo scarico dei fumi sopra il tetto. Lo scarico a parete è una deroga ammessa solo in specifiche condizioni (come l’impossibilità tecnica o la sostituzione di un apparecchio preesistente che già scaricava a parete).
2. Normale Tollerabilità (Il Suo Diritto)
Anche se lo scarico del vicino rispetta le distanze minime della UNI 7129:2015, interviene l’Articolo 844 del Codice Civile sulle “Immissioni”.
Questo articolo stabilisce che lei non è obbligato a tollerare fumi o esalazioni dal fondo del vicino se superano la “normale tollerabilità”.
Se i vapori (carichi di condensa acida) entrano nel suo terrazzo e ne limitano il normale utilizzo o causano disagio costante, l’installazione è considerata illegittima ai sensi del Codice Civile, e il vicino può essere obbligato a deviare lo scarico in copertura.
In sintesi: Lei può citare l’Art. 844 C.C. per difendere il suo diritto al pieno godimento della proprietà e richiedere l’adeguamento al tetto.
I proprietari dell’appartamento sottostante al mio hanno installato una stufa a pellet con scarico a parete in terrazza. Lo scarico è filtrato tramite ProOzone e secondo loro è regolare perchè non nuoce alla salute. Io intanto respiro la puzza che sale al mio balcone e penetra anche all’interno dell’abitazione. E’ sufficiente questo dispositivo per poter installare uno scarico a parete in un condominio?
Salve il proprietario della casa un piano sotto la mia ha installato una caldaia a condensazione con scarico a parete e i fumi non solo vanno sui panni stesi ma in parte vanno anche ad investire il mio balcone e a volte entrano in una camera. L’ho invitato a trovare una soluzione pacifica ma lui dopo intervento del suo installatore si rifiuta in quanto la sua caldaia rientra nei limiti di legge ( ho moglie e figli che soffrono di allergia asmatica).Siccome la parete esterna dove è posizionata la caldaia è al confine con il giardino interrato (in altezza supera 3 metri)di un’altro condominio dove l’edificio dista a più di 10 metri si potrebbe bucare e installarla in quel punto? Ringraziandola anticipatamente.
Salve,mi dispiace per la situazione, soprattutto per la salute della tua famiglia.
Ecco i punti fondamentali:
Distanze Tecniche: Anche se la caldaia è a condensazione, lo scarico deve rispettare le distanze minime da finestre e balconi previste dalla norma UNI 7129/15. Un tecnico può verificare se queste misure sono realmente a norma.
Codice Civile: L’art. 844 vieta le immissioni di fumo che superano la “normale tollerabilità”. Se i fumi entrano in camera, hai diritto a tutelarti a prescindere dai parametri tecnici.
Spostamento: Forare verso il giardino confinante è fattibile, ma occorre rispettare le distanze legali verso il vicino e verificare che il regolamento condominiale lo permetta.
Consiglio: Richiedi una perizia tecnica di parte. Se lo scarico non rispetta le distanze millimetriche della UNI 7129, il vicino sarà obbligato per legge a spostarlo o a incanalarlo a tetto.
Un cordiale saluto,
Luciano Baiunco
Buongiorno, Il mio vicino ha sostituito la caldaia e si è totalmente staccato dalla canna fumaria condominiale , attualmente quando esco fuori a volte rilevo dei fumi, è normale che si sia staccato al tubo condominiale dove tutti siamo collegati ? anche se avesse una caldaia a alto rendimento può in ogni caso staccarsi dalla canna principale?
Grazie
Buongiorno Alesaandro, il distacco dalla canna fumaria condominiale è un tema complesso che va analizzato con attenzione.
Spesso questa scelta non è un “capriccio” del vicino, ma una necessità tecnica: le moderne caldaie a condensazione non possono scaricare in vecchie canne fumarie non certificate o non impermeabili. Se il condominio non ha ancora provveduto all’adeguamento della canna comune, il singolo proprietario è talvolta obbligato a scaricare a parete per poter installare un impianto a norma.
Cosa verificare con l’amministratore:
Relazione Tecnica: Il vicino deve aver depositato una relazione firmata da un tecnico che attesti l’impossibilità (o l’inidoneità) di allacciarsi alla canna fumaria condominiale esistente.
Stato della Canna Comune: È importante capire se il condominio ha in programma l’adeguamento della canna fumaria collettiva. Se questa venisse messa a norma, tutti (incluso il vicino) avrebbero l’obbligo o l’interesse a riallacciarsi per eliminare i fumi dalle pareti.
Rispetto delle Distanze: Anche se il distacco è giustificato dallo stato della canna comune, il nuovo scarico a parete deve comunque rispettare le distanze minime da finestre e balconi (Norma UNI 7129) per non arrecare disturbo.
Il mio consiglio è di chiedere un confronto costruttivo con l’amministratore per visionare la documentazione tecnica e capire se sia necessario un intervento strutturale comune.
Un cordiale saluto,
Luciano Baiunco
Sotto un balcone lo scarico deve sempre scaricare a lato o può uscire anche frontalmente? L’inquilino del piano di sotto ha installato uno scarico in facciata che sporge si di un metro ma frontalmente non lateralmente. Dai disegni che avete pubblicato su questa pagina sembrerebbe di capire che un uscita frontale non sia a norma. Grazie.
Buongiorno Fabio, rispondo subito al tuo dubbio: la normativa UNI 7129 non impone che lo scarico debba uscire necessariamente di lato. Può uscire anche frontalmente.
Il punto non è la direzione, ma il rispetto delle misure minime. Ecco cosa conta davvero:
Distanze dai balconi: La legge stabilisce distanze precise (es. 50 cm dalla soletta del balcone sovrastante) per evitare che i fumi ristagnino o entrino nelle abitazioni.
La sporgenza: Se il tubo sporge di un metro, probabilmente l’installatore lo ha fatto proprio per allontanare il punto di emissione e “aggirare” l’ostacolo del balcone, cercando di rispettare le distanze legali rispetto alla verticale della facciata.
Decoro e Regolamenti: Sebbene la norma tecnica non lo vieti, una sporgenza così evidente potrebbe però andare contro il regolamento condominiale o il decoro architettonico dell’edificio.
In sintesi: Se il terminale, pur essendo frontale, rispetta le distanze minime previste dalle tabelle della norma UNI 7129 rispetto a finestre e balconi, l’installazione è tecnicamente regolare.
Un cordiale saluto,
Luciano Baiunco
Buonasera Luciano, vivo in un condominio di 5 piani costruito nel 2006, attualmente gli appartamenti incolonnati, dal 1° al 4°, scaricano in una canna fumaria ramificata condominiale di 170mm di diametro. Dato che una caldaia a camera stagna è stata sostituita con una caldaia a condensazione, e scarica sotto il mio balcone (non rispettando le misure della normativa) mentre le altre 3 saranno da sostituire visto l’età di fabbricazione, chiedo quali lavori necessitano per sfruttare la canna condominiale esistente senza costruire la canna esterna.
Inoltre per quanto tempo si può rimanere in deroga con lo scarico a parete?
Grazie per la consulenza
Buonasera Stefano, non esiste alcun periodo di deroga. Se lo scarico sotto il suo balcone non rispetta le distanze minime di legge, è fuori norma dal primo giorno e va sanato immediatamente, in quanto l’installatore non potrebbe averne certificato la conformità. L’unica soluzione per sfruttare lo spazio attuale è “intubare” la vecchia canna con un condotto specifico per la condensazione. Tuttavia, per norma, tutte le caldaie di quella colonna devono essere sostituite contemporaneamente. Non è assolutamente permesso scaricare fumi di caldaie vecchie e nuove nello stesso condotto. Un saluto
Il mio vicino arbitrariamente 4 anni fa’ ha posizionato a filo del suo muro uno scarico cappa ad una altezza del mio solaio di circa 50 cm dal calpestio (che si trova a confine con il suo muro) ora io dovrei realizzare il tetto e di conseguenza l’ apertura verrebbe coperta! Vorrei sapere come comportarmi visto che non c’ e’ possibilita’ di dialogo?
Buongiorno e grazie per il tuo commento sul blog di Idrocostruzioni.
Purtroppo dalla tua descrizione non mi è del tutto chiara la conformazione reale degli spazi e la posizione esatta dello scarico della cappa rispetto alla nuova struttura del tetto.
Trattandosi di una questione che coinvolge sia la normativa sugli scarichi a parete/tetto sia il rispetto dei confini e delle distanze legali tra proprietà, ti consiglio di far visionare la situazione sul posto a un tecnico abilitato (geometra o ingegnere).
Solo con un sopralluogo reale sarà possibile verificare la regolarità dello scarico esistente, tutelare i tuoi diritti di costruzione e trovare la soluzione tecnica adeguata prima di procedere con i lavori.
Un cordiale saluto,
Luciano
Buongiorno, volevo un consiglio: devo installare una caldaia a gas in zona di montagna , l’installatore mi ha detto che il tubo dello scarico è un poco inclinato e poi sale fino al tetto, oppure c’è un’altra soluzione di un piccolo tubo esterno da installare sul muro esterno che lo posso mettere se l’ingegnere vede che non ci sono altre alternative e mi da l’autorizzazione a procedere, deve essere fatta sempre una scia e la finestra sopra il tubo è di mia proprietà, ci sono problemi con i fumi ?
Buongiorno! Per l’installazione della caldaia a gas, il punto di riferimento è l’installatore qualificato: solo valutando la situazione sul posto può consigliarti al meglio e rilasciare la Dichiarazione di Conformità.
Un consiglio importante sullo scarico fumi sotto la finestra: anche se a norma o di tua proprietà, posizionarlo lì potrebbe causare fastidi o problemi di convivenza in futuro a causa dei fumi. Se fattibile, la canna fumaria a tetto resta sempre la scelta più sicura.
Un cordiale saluto,
Luciano